Tambov

L’odierna Tambov è il capoluogo dell’omonima regione dell’entroterra russo. È situata nella regione della Terra nera, ma nel Medioevo e nella prima età moderna, queste terre erano state mal sfruttate nelle zone che confinavano con il principato di Rjazan e in seguito con la Moscovia.

Nei secoli XV-XVI le popolazioni delle odierne regioni di Tambov, Penza, Rjazan e della Repubblica di Mordovia erano etnicamente diversificate e la maggior parte di esse non erano cristiane: oltre ad uno scarso numero di slavi, qui vivevano le popolazioni pagane dei Mordvini e dei Meščëra; e a nord-est, nei pressi del fiume Oka, i Tartari avevano formato alcuni piccoli principati. Intorno al XVI secolo una parte considerevole del territorio di Tambov entrò a far parte della Moscovia, e continuò ad esserne assimilata anche nel secolo successivo. Qui crebbe una considerevole quantità di insediamenti russi, furono intrapresi tentativi di diffondere il cristianesimo tra i Mordvini (uno dei quali nel 1655 si concluse con la morte dell'Arcivescovo di Rjazan Misail) e furono costruite fortezze, che facevano parte della cosiddetta linea di difesa di Belgorod e Simbirsk, innalzata nella steppa per proteggersi dagli attacchi dei tartari della Crimea e dei Nogai. Queste fortezze in origine erano le più grandi città dell’odierna regione di Tambov; la città di Tambov fu fondata nel 1636 sulle rive dello Cna mentre quella di Kozlov (oggi Mičurinsk) fu fondatoaun anno prima sul fiume Lesnoj Voronež.

Nel 1682 Tambov divenne la sede dell’Eparchia che si era recentemente costituita, separatasi dalla Metropolia di Rjazan per accrescere il controllo sulla vita ecclesiastica delle periferie boschive e steppose dello Stato russo. Al volgere dei secoli XVIII-XIX i confini dell’Eparchia coincidevano con quelli della provincia di Tambov, che allora occupava una superficie molto più grande dell’odierna regione di Tambov. Di essa facevano parte alcuni grandi monasteri, dove in epoca moderna rinacquero le tradizioni bizantine della vita monastica e del romitaggio. Tra questi monasteri, oggi fuori dai confini della regione di Tambov, c’era il monastero di Sanaksar (nell’odierna Mordovia). Qui nella seconda metà del XVIII secolo aveva lavorato il beato Starec Teodoro, zio dell’Ammiraglio al tempo di Caterina Teodoro Ušakov, che aveva combattuto con successo contro i Turchi sul Mar Nero, Egeo e Mediterraneo, cioè all'interno dell’ex impero bizantino (entrambi sono sepolti nel monastero e sono stati recentemente santificati). Nella diocesi di Tambov rientrava anche il monastero Vyšenskij (oggi nella regione di Rjazan), famoso per essere stata la sede di uno scrittore ascetico e spirituale, San Teofane il Recluso (morto nel 1894). Particolarmente famoso era il monastero di Sarov (oggi la città di Sarov nella regione di Nižnyj Novgorod), fondato nel 1664 nei boschi vicino alla città di Temnikov. Qui vissero molti venerati Starec, tra cui uno dei santi russi più popolari dei tempi moderni, celebre per la sua mitezza e per la sua umiltà, Serafimo (1754 o 1759-1833). La canonizzazione di Serafimo, tenutasi nel 1903, alla presenza della famiglia reale ed accompagnata da numerosi miracoli, fu una reale festa popolare, il più grande evento nel suo genere negli anni pre-rivoluzionari.

Tra il XVIII e l’inizio del XX secolo nelle città e nei villaggi della diocesi di Tambov fu eretto uno smisurato numero di chiese che, in un modo o nell'altro, erano legate alla tradizione medievale e, in ultima analisi, alla tradizione bizantina. In realtà molte chiese di questa regione furono costruite con il materiale tipicamente russo, il legno. È per questa ragione che non si trovano molte chiese in pietra, quantomeno del XVIII secolo. Tra i monumenti più interessanti di questo periodo ci sono la Chiesa dell'Intercessione a Tambov (1760), che combina le forme barocche con la disposizione su più livelli, che risale all'architettura moscovita della fine del XVII secolo, ed elementi decorativi di epoca ancora più antica.